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Gli aggettivi possessivi

Gli aggettivi possessivi

Gli aggettivi possessivi assolvono una duplice funzione: indicano qual è la persona, l’animale o la cosa posseduta e allo stesso tempo indicano la persona a cui appartiene.

Non trovo il mio quaderno. – 
Il tuo quaderno è sulla scrivania.

In questa frase gli aggettivi possessivimio” e “tuo” specificano chiaramente che l’oggetto posseduto è un quaderno e che il possessore sono io (mio) o sei tu (tuo).

Gli aggettivi possessivi sono sei, tanti quante le persone che possono possedere: tre al singolare (io, tu, egli) e tre al plurale (noi, voi, essi).

Gli aggettivi possessivi hanno anche quattro forme distinte, che concordano in genere e numero con il nome della persona, animale o cosa posseduti a cui fanno riferimento. Soltanto la terza persona plurale “loro” è invariabile.

Gli aggettivi possessivi


Bisogna prestare attenzione con gli aggettivi possessivi di terza persona, quando la persona che possiede è una sola si deve usare “suo”, quando invece le persone che possiedono sono piu di una si deve usare “loro”.

Carlo viene a lezione con la sua macchina. 
Carlo e Maria vengono a lezione con la loro macchina.

Nell’italiano ci sono altri due aggettivi possessivi oltre a quelli elencati sopra: proprio e altrui.
  • Proprio ha quattro forme, una per il singolare, una per il plurale, una per il femminile e una per il maschile, può sostituire il possessivo di terza persona singolare e plurale e si usa quando il soggetto e il possessore sono la stessa persona:
Carlo vive nella propria casa. 
Luciana vive nel proprio appartamento. 
Michele parla sempre delle proprie cose. 
Maria dipende dai propri parenti.

Si raccomanda utilizzare “proprio” quando l’uso di “suo” e “loro” non indicano chiaramente il possessore:

Carlo chiede a Mario i suoi libri. 
Carlo chiede a Mario i propri libri.

Nella prima frase non è ben chiaro se si sta parlando della casa di Carlo o di Mario, invece nella seconda frase si capisce chiaramente che si parla della casa di Carlo.

E obbligatorio utilizzare l’aggettivo possessivo “proprio” nelle costruzioni impersonali e quando il soggetto è indefinito:

Conoscere i propri limiti. 
Tutti possono parlare dei propri risultati raggiunti.

In alcuni casi “proprio” si usa per rafforzare un altro aggettivo possessivo:

Parla sempre delle sue proprie sventure.
  • Altrui normalmente viene messo dopo il nome ed è invariabile, indica un possessore indefinito e corrisponde alle espressioni “di un altro, di un’altra, di altri, degli altri” e si usa solamente per riferirci a una persona.

Uso dell’articolo con i aggettivi possessivi

Normalmente davanti agli aggettivi possessivi ci vuole sempre l’articolo determinativo:
la mia casa i miei quaderni

fanno eccezione a questa regola i nomi al singolare che indicano parentela come moglie, figlio, cugino ecc. tranne “loro”:

mia madre suo zio nostro cugino il loro fratello

quando invece i nomi sono al plurale, sono alterati o sono accompagnati da un aggettivo qualificativo o da un complemento di specificazione vogliono l’articolo:

i suoi fratelli  (plurale) 
la sua sorellina (alterato) 
il mio caro zio (aggettivo qualificativo) 
il mio cugino di Roma (complemento di specificazione)

Uso dell’aggettivo possessivo

Gli aggettivi possessivi si possono mettere prima o dopo il nome a cui fanno riferimento. Si mettono dopo il nome:
  • Nelle frasi esclamative o vocative:
Amico mio, ti sei messo nei guai!
  • Quando si vuole rafforzare il possesso:
Questa frase è mia.
  • In varie locuzioni che utilizzano una preposizione:
Per colpa tua ho perso il lavoro.



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Claudio Gibellato

Professore di italiano per stranieri alla Dante Alighieri dall’anno 2002 – Professore di italiano al liceo – Responsabile della creazione degli esami ministeriali di italiano per il Ministero dell’Educazione Pubblica – Autore di diversi blog sulla grammatica italiana, sui verbi italiani, per imparare l’italiano, ecc. – Esperto in programmazione web e marketing digitale

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