Un Blog di Claudio Gibellato dedicato alla grammatica italiana a un livello più avanzato, rivolto a quegli studenti che vogliono perfezionare il loro dominio della lingua italiana dal livello B1 al livello C1. Fai clic sui link sopra per vedere altri Blog dello stesso autore.

Gradi degli avverbi

Gradi e alterazioni degli avverbi Gradi degli avverbi


Gli avverbi che terminano in –mente, gli aggettivi con funzione avverbiale, e alcuni altri avverbi di modo e di tempo hanno i gradi di comparazione come gli aggettivi:

rapidamente – più rapidamente – rapidissimamente (avverbi in –mente)
lento – più lento – lentissimo (aggettivo con funzione avverbiale) 
male – più male – malissimo (avverbio di modo) 
presto – più presto – prestissimo (avverbio di tempo)


Possono esprimere diversi gradi di intensità del loro significato e quindi, oltre al grado positivo, possono avere il grado comparativo e superlativo.

Gradi e alterazioni degli avverbi

  • Grado positivo:
sono partiti presto
  • Grado comparativo di maggioranza:
sono partiti più presto degli altri
  • Grado comparativo di uguaglianza:
sono partiti presto come gli altri
  • Grado comparativo di minoranza:
sono partiti meno presto degli altri
  • Grado superlativo assoluto:
sono partiti prestissimo
  • Grado superlativo relativo:
sono partiti il più presto possibile

Ci sono cinque avverbi che hanno delle forme particolari di comparativo e di superlativo, simili a quelle degli aggettivi corrispondenti:

bene (positivo) - meglio (comparativo) – ottimamente o benissimo (superlativo) 
male (positivo)  – peggio (comparativo) – pessimamente o malissimo (superlativo) 
molto (positivo)  – più (comparativo) – moltissimo (superlativo) 
poco (positivo)  – meno (comparativo) – minimamente o pochissimo (superlativo) 
grandemente (positivo)  – maggiormente (comparativo) – massimamente o sommamente (superlativo)


Alcuni avverbi, come avviene per i nomi e per gli aggettivi, possono modificare il loro significato aggiungendovi, mediante un suffisso, un’idea di accrescimento (-one) o di diminuzione (-ino) , di grazia (-etto, -uccio) o di disprezzo (-accio):

bene – benino – benone 
male – maluccio – malaccio 
presto – prestino 
tardi – tardino – tarduccio 
poco – pochino - pochetto

L’avverbio peggio è il comparativo di male. Non si può fare il comparativo di un comparativo:

più meglio di così non potrebbe andare (sbagliato) 
meglio di così non potrebbe andare (esatto)

L’avverbio meno è il comparativo di poco, è sbagliato usarlo in proposizioni disgiuntive con il significato di no, ed è sconsigliato usarlo al posto di eccetto o tranne:

Non so se partirò o meno (sbagliato) 
Non so se partirò o no (esatto) 
Non so se partirò o non partirò (esatto)
C’erano tutti meno tuo cugino (sconsigliato) 
C’erano tutti eccetto tuo cugino (migliore)


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Claudio Gibellato

Professore di italiano per stranieri alla Dante Alighieri dall’anno 2002 – Professore di italiano al liceo – Responsabile della creazione degli esami ministeriali di italiano per il Ministero dell’Educazione Pubblica – Autore di diversi blog sulla grammatica italiana, sui verbi italiani, per imparare l’italiano, ecc. – Esperto in programmazione web e marketing digitale

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